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L’idea di ridurre le emissioni di CO2 d’allevamento selezionando razze che “scorreggiano” poco

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Oggi mi sono imbattutto in questa notizia:

«Il problema è che i gas corporei che gli animali da pascolo emettono durante la digestione dei vegetali che ingurgitano si trasforma in una fonte inesauribile di gas serra inquinanti, ancora più dannosi della Co2. Basti pensare che in Nuova Zelanda i due terzi del metano che si disperde nell’atmosfera deriva proprio dalle maleodoranti emissioni degli animali.
[…]
L’unica soluzione sarebbe invece quella di ‘selezionare’ una o più razze di bovini e ovini geneticamente meno esposte a questo tipo di ‘inconveniente’. Dunque, concentrare le ricerche in maniera più selettiva andando a individuare tra i ruminanti comunemente allevati quelli con scarse emissioni di metano.»

Oggettivamente una soluzione degna per continuare a produrre e consumare tonnellate e tonnellate di carne di cui potremmo fare tranquillamente a meno con innumerevoli veri benefici per l’ambiente e per il pianeta, noi umani compresi.

Insomma volete mettere la comodità di continuare a trovare nel bancone del supermercato del latte prodotto da mucche mantenute tutta la vita in gravidanza e soprattutto che “scorreggiano” ed inquinano poco?!? Nonostante siamo gli unici mammiferi su questo pianeta che continuano a bere latte dopo lo svezzamento.

Insomma volete mettere la comodità di avere decine e decine di fast-food che vi offrono splendidi menu a base di carne (magari allungata con la melma rosa) oppure la comodità di comprare tre hamburger in una fantastica vaschetta di polistirolo sigillata ed impacchettata da altra plastica, però c’è il codice a barre con quale puoi risalire all’allevamento e controllare se sono animali che hanno “scorreggiato poco”.

Acchispacchiumistatucunannu.