Non solo FireWire: boot USB esterno da OpenFirmware (PPC)

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E’ risaputo che tranne alcuni modelli i Mac PPC non possono fare il boot da periferiche USB esterne ma solamente da periferiche FireWire… la cosa è in parte vera: i Mac possono avviarsi da qualsiasi filesystem che sia leggibile da OpenFirmare – solo che purtroppo non ci sono tasti da tenere premuti all’avvio che faccino questo per noi :(

Nel mio caso ho il lettore DVD integrato del mio PowerBook che è un po’ difettoso ed ho la necessità di reinstallare sia Mac OSX che UBUNTU avviando da lettore DVD esterno USB.

Vediamo dunque come fare ad identificare in OpenFirware il percorso della nostra periferica rinnegata ed avviare da essa!
(nel mio caso è un lettore DVD esterno, ma va bene anche per avviare un’hard disk o anche una chiavetta USB)

PREMESSA: ho tagliato le righe di output non interessanti

Prima di tutto una cosa che ci tornerà utile più avanti: identificare la partizione del media da avviare! Da terminale e con il CD/DVD inserito:

$ mount
/dev/disk2s3 on /Volumes/Mac OS X Install DVD (local, nodev, nosuid, read-only)

Dunque ci interessa la partizione numero 3 del media disk2.
(quest’ultima numerazione è variabile in base al numero di periferiche collegate al sistema)

ok, riavviamo in OpenFirmware (CMD+ALT+O+F) e diamo un’occhiata…

il comando dev è un po’ come cd, in pratica cambia percorso nella gerarchia dei device.
Spostiamoci nella radice e diamo un ls:

0 > dev /
0 > dev /  ok
0 > ls
ff978d90: /pci@f2000000
ff9a06a0:   /usb@1a
ffa046e8:     /device@1
ffa04898:       /keyboard@0
ffa04bd8:       /mouse@1
ffa04f10:     /mouse@2
ff9a88d8:   /usb@1b
ffa036c8:     /hub@1
ffa038d8:       /disk@1
ffa03be8:       /hub@2
ffa03df8:         /device@1
ffa03f58:         /device@2
ffa040b0:       /disk@3
ffa043c0:       /mouse@4
ff9b0b68:   /usb@1b,1
ff9b8df8:   /usb@1b,2
ok
0 >

Ho un hub USB al quale sono collegate altre periferiche oltre al lettore DVD: disk@1 è un hard disk esterno mentre disk@3 è proprio il mio lettore.

vediamo se c’è un alias che ci facilita evitando di dover scrivere l’intero percorso dalla radice

0 > devalias
pci                 /pci@f2000000
usb0                /pci@f2000000/usb@1b,1
usb1                /pci@f2000000/usb@1b
usb-1a              /pci@f2000000/@18
usb-1b              /pci@f2000000/@19
usb-1c              /pci@f2000000/@1a
usb-2a              /pci@f2000000/@1b
usb-2b              /pci@f2000000/@1b,1
usb-2c              /pci@f2000000/@1b,2
hd                  /pci@f4000000/ata-6@d/disk@0
cd                  /pci@f2000000/mac-io@17/ata-3@20000/disk@0
ok
0 >

Trovato: nel mio caso è usb1! A questo punto facciamo un test con il comando dir che lista il contenuto di un filesystem. Nella sintassi disk@3:3, dopo i due punti intendiamo la partizione che abbiamo identificato prima e dopo la virgola il percorso sul media!

0 > dir usb1/hub@1/disk@3:3,
0 > dir usb1/hub@1/disk@3:3, 
Size/        GMT                      File/Dir
bytes   date     time   TYPE CRTR     Name
82 09/24/2007 00:45:14              ._Instructions
82 09/24/2007 00:45:14              ._Optional%20Installs
12292 10/12/2007 07:24:19              .DS_Store
10/12/2007 07:27:21              .fseventsd
10/12/2007 04:59:12              .HFS+%20Private%20Directory%20Data%0                                d
09/24/2007 07:08:49              .vol
08/15/2007 19:18:56              Applications
10/12/2007 06:01:52              bin
09/23/2007 21:37:30              dev
11 10/12/2007 05:55:18  slnk rhap   etc
09/24/2007 03:47:20              Install%20Mac%20OS%20X.app
10/12/2007 07:24:19              Instructions
10/12/2007 05:55:18              Library
10243756 10/10/2007 04:38:29              mach_kernel
10/12/2007 07:24:19              Optional%20Installs
10/12/2007 05:55:18              private
10/12/2007 06:01:16              sbin
10/12/2007 05:12:55              System
11 10/12/2007 05:55:19  slnk rhap   tmp
10/12/2007 05:12:55              usr
11 10/12/2007 05:55:19  slnk rhap   var
09/24/2007 07:08:49              Volumes
01/01/1904 00:00:00              HFS+%20Private%20Data
ok
0 >

Abbiamo visto che OpenFirmware è riuscito a leggere il filesystem della periferica e quindi potrà avviare un loader da esso! Lo stesso procedimento va bene per qualsiasi altra periferica… in questo caso è il DVD di installazione di Mac OSX Leopard, facciamolo avviare:

0 > boot usb1/hub@1/disk@3:3,SystemLibraryCoreServicesBootx
0 > boot usb1/hub@1/disk@3:3,SystemLibraryCoreServicesBootx load-size=2a8c4 adler32=86b8074c
parsing <CHRP-BOOT>
evaluating <BOOT-SCRIPT>

Voilà ;)

Adesso che ho installato Leopard mi serve installare Ubuntu/PPC, quindi inserito il CD di installazione vediamo stavolta su quale partizione sta il filesystem che ci interessa!

$ mount
/dev/disk2s2 on /Volumes/Ubuntu_PowerPC_karmic (hfs, local, nodev, nosuid, read-only, noowners)

stavolta sta sulla partizione numero 2, stesso procedimento: diamo un’occhiata al filesystem

0 > dir usb1/hub@1/disk@3:2,
Ubuntu_PowerPC_karmic
Size/        GMT                     File/Dir
bytes   date     time   TYPE CRTR    Name
01/01/1904 00:00:00             .disk
01/01/1904 00:00:00             casper
01/01/1904 00:00:00             dists
01/01/1904 00:00:00             etc
01/01/1904 00:00:00            *install
4047 10/27/2009 22:01:10  ???? ????  md5sum.txt
01/01/1904 00:00:00             pics
01/01/1904 00:00:00             pool
01/01/1904 00:00:00             ppc
01/01/1904 00:00:00             preseed
231 10/27/2009 22:00:55  ???? ????  README.diskdefines
ok
0 >

Perfetto, riesce a leggerlo… avviamolo:

0 > boot usb1/hub@1/disk@3:2,installyaboot

Welcome to Ubuntu 9.10 (Karmic Koala)!

This is an Ubuntu live CDROM,
built on 20091027.2.

The default option is 'live'.
If the system fails to boot at all (the typical
symptom is a white screen which doesn't go away),
use 'live video=ofonly'.
Press the tab key for a list of options, or type
'help' for help.

************************************
If in doubt, just press Enter, and if that
doesn't work, type 'live video=ofonly'.
************************************
Welcome to yaboot version 1.3.13
Enter "help" to get some basic usage information
boot: live

Please wait, loading kernel...
Elf32 kernel loaded...
Loading ramdisk...
ramdisk loaded at 01c00000, size: 5332 Kbytes
OF stdout device is: /packages/telnet
Preparing to boot Linux version 2.6.31-14-powerpc (buildd@adare) (gcc version 4.4.1 (Ubuntu 4.4.1-4ubuntu8) ) #48-Ubuntu Fri Oct 16 14:11:44 UTC 2009 (Ubuntu 2.6.31-14.48-powerpc)
command line:
memory layout at init:
alloc_bottom : 02136000
alloc_top    : 20000000
alloc_top_hi : 20000000
rmo_top      : 20000000
ram_top      : 20000000
found display   : /pci@f0000000/NVDA,Parent@10/NVDA,Display-A@0, opening... done

Certamente non è una cosa velocissima ed intuitiva, ma in caso di emergenza/necessità è così che si fa ;)

‘njoy ;)


Grazie a questo interessante link ho potuto telnettarmi all’openfirmware del mio powerbook da un’altra macchina per poter copiare ed incollare l’output dei comandi!

Debian GNU/kFreeBSD, i «perchè» degli sviluppatori…

Pubblicato il Pubblicato in #floss-news

Si sa che tra GNU/Linux e FreeBSD c’è una sorta di rivalità, conosco gente che addirittura non si sognerebbe mai più di installare Linux su un server dopo aver provato freeBSD… anche se forse è solo una questione di target più o meno adatti!

Secondo gli sviluppatori di Debian GNU/kFreeBSD ci sono dei validi motivi per i quali questo progetto possa continuare ad esistere ed essere utilizzato, nonostante le licenze rischino spesso di cozzare tanto da indurre altri gruppi ad abbandonare il progetto di una distribuzione GNU con kernel FreeBSD.

Debian GNU/kFreeBSD vs. Debian GNU/Linux:

  • interfacce del kernel più semplici e standard:
    • una sola implementazione di /dev con devfs contro le diverse di Linux (udev,tmpdevfs)
    • l’interfaccia audio OSS standard per tutti gli *nix (linux ha ancora il supporto di legacy ma di default usa ALSA)
    • Packet Filter di OpenBSD pf (linux usa iptables)

  • le famose jails, una sorta di chroot ma a basso livello e quindi più sicuro
  • Driver NDIS (per windows NT) supportati direttamente dal kernel, a differenza di linux che utilizza NDISWrapper, stesse funzionalità ma separato e potenzialmente meno stabile
  • Supporto al filesystem ZFS (ancora non al 100%) che su Linux, a causa di brevetti e licenze, probabilmente non arriverà mai (anche se ci sarà btrfs)
  • I sorgenti di FreeBSD sono meno “incasinati” dal punto di vista di potenziali problemi legali perchè lo sviluppo di FreeBSD è più “ordinato” dal punto di vista del numero di persone che ci lavorano
  • In alcuni casi FreeBSD può avere prestazioni migliori ed una maggiore stabilità
  • Il kernel FreeBSD ha meno bug e può supportare hardware che Linux non può

Ovviamente sono due sistemi diversi, anche se essendo *nix hanno tante cose in comune oltre ad un vastissimo parco software più o meno identico, pacchetto più pacchetto meno… qualcuno vede meglio FreeBSD non tanto per il kernel, ma proprio per la pulizia e l’organizzazione dell’intero sistema… ad altri gli puzza di vecchio.

Comunque sia è un bene che quest’ennesima alternativa esista!

via | http://wiki.debian.org/Debian_GNU/kFreeBSD_why

Ubuntu 9.10 e Tastiera PowerBook G4 12″

Pubblicato il Pubblicato in #floss-stuff

Se anche voi avete sbattuto la testa provando tutte le combinazioni cercando di far funzionare il selettore del terzo livello [alt_gr] sulla tastiera del vostro powerbook g4 su ubuntu 9.10/ppc…

…basta aggiungere

clear mod4

al vostro .Xmodmap o, se non ce lo avete gia, crearlo con:

echo clear mod4 > ~/.Xmodmap
xmodmap ~/.Xmodmap
 

in attesa che questa antipatica imperfezione venga risolta ufficialmente da qualche futuro aggiornamento, visto che le scorse release non ne erano affette e funzionava tutto subito.

Nano BassBalls – Twin Dynamic Filter

Pubblicato il Pubblicato in #musica

Finalmente mi è arrivato questo splendido pedale: il BassBalls, ovvero la versione aggiornata dello storico effetto di Flea dei Red Hot Chili Peppers.

E’ davvero micidiale, la sua semplicità offre una serie infinita di suoni. Basta ruotare pochissimo il controllo “Response” per ottenere un suono del tutto diverso, senza parlare poi del selettore per la distorsione che praticamente da vita ad un altro effetto altrettanto variabile.

L’unica pecca IMHO di questo pedale sta proprio nel selettore per la distorsione. Durante un brano potrebbe servire un suono effettato senza distorsione ed uno distorto ma ahimè non è possibile cambiarlo con i piedi… a meno che non ti chini apposta durante il brano, ma la cosa ovviamente non è proprio comoda.

Per ora è troppo presto per pensare a modifiche, voglio godermelo un po’… ma l’idea di modificarlo per aggiungere uno switch a terra per inserire/disinserire la distorsione mi alletta parecchio, e l’intervento non dovrebbe essere molto invasivo!

Eccolo all’opera!

Metamorfosi di una cornetta USB

Pubblicato il 2 commentiPubblicato in #lifehacking

Ecco il mio esperimento sulla metamorfosi di una cornetta USB in scheda audio esterna.

Ho comprato due jack grandi femmina da pannello e li ho impiantati in una vecchia custodia per occhiali, uno collegato al posto del microfono e l’altro al posto dell’altoparlantino del circuito della cornetta USB.

La cornetta USB viene vista dal sistema come una normalissima periferica audio che offre un canale stereo in ingresso ed un altro in uscita. Quindi è possibile configurare il sistema (o un programma tipo Logic, Garageband o Guitar Rig) per utilizzare questi canali al posto della scheda audio interna o integrata al sistema.

Di funzionare funziona… credevo che la preamplificazione per il microfonino della cornetta andasse bene anche per uno strumento a pick-up passivo tipo una chitarra o un basso elettrico, ed invece no: e’ troppa e va in distorsione  In uscita invece, collegata ad un amplificatore, è gestibilissima!

Il mio esperimento quindi non ha funzionato benissimo per una applicazione musicale (quella che avevo in mente) ma comunque funziona ed è utilizzabile come soluzione a bassissimo costo in diversi ambiti dove possa servire una periferica audio in più, magari per la produzione di podcast o trasmissioni radio on line dover poter avere un canale in più in ingresso per fonti separate ed un canale in uscita isolabile dal resto, magari per un monitor audio!

Il mio prossimo test sarà dunque provare quest’aggeggio magari con una distro tipo dyne:bolic o Ubuntu Studio.

iCurve by IKEA

Pubblicato il 3 commentiPubblicato in #lifehacking

Sono un felice possessore di un PowerBook 12″, ogni tanto lo porto a spasso ma passa la maggiorparte del tempo poggiato sulla scrivania e la maggiorparte del tempo lo utilizzo proprio come se fosse un fisso. Dopo aver visto l’iCurve mi sono reso conto che la possibilita’ di alzare il mac ed inclinare lo schermo per un angolo di visuale piu’ comodo e sopratutto più alto sarebbe stato qualcosa di veramente comodo. Ma non avendo granchè soldi a disposizione ho pensato di inventarmelo a modo mio, e ci sono riuscito grazie ad IKEA… con un po’ di ingegno all’IKEA troverete tutto quello che vi serve per realizzare qualcosa di simile (e volendo migliore), proprio come si faceva da piccoli con i LEGO! Il risultato è più o meno questo:

 

Io ho utilizzato:
  • Due supporti per delle mensole
  • Due piccole staffe in alluminio (quelle con i fori)
  • Due viti per legno

Tutto comprato all’IKEA con una spesa di meno di 10 euro.

Non ho fatto foto durante la realizzazione, ma è molto semplice… chiunque è familiare col fai-da-te avrà gia capito che basta applicare le staffe di alluminio al supporto in legno (entrambe gia forate) e fissarle con le viti. Poi le staffe di alluminio vanno piegate per reggere il computer.
Esteticamente non è il top perchè a me non interessa troppo, ma posso assicurarvi che i supporti per le mensole di IKEA sono perfetti, se applicate le staffe sulla gamba piu’ lunga del supporto otterrete un’inclinazione ideale.

Voilà!

Whatcha See Is Watcha Get

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Continuando il mio viaggio con John Scofield ho scoperto qualcosa riguardo al pezzo Whatcha See Is Whatcha Get dell’album Up All Night: non è di John Scofield! Anche se la sua versione è davvero molto bella -anzi, personalmente è tra i pezzi che preferisco in assoluto- in realta’ è un pezzo dei Dramatics, gruppo funky degli anni ’70 con ben 5 cantanti. Eccolo qua:

E non è finita… dai primissimi secondi capirete immediatamente che questo pezzo è stato usato come base dal Sergent Garcia per il suo pezzo El Camino De La Vida!

Groove Elation, basso

Pubblicato il Pubblicato in #musica
groove-elation

Studiando alcuni pezzi di John Scofield mi sono imbattuto in Groove Elation (traccia che sta nell’omonimo album). Che dire… la geniale originalità di Scofield non ha certo bisogno di presentazioni, ne la sua e ne quella dei musicisti che lo accompagnano. Ora io non lo so chi abbia concepito il giro di basso di questo pezzo, se lo abbia scritto proprio Scofield o  se abbia lasciato carta bianca a Dennis Irwin (il bassista che ha suonato in quell’album). So solo che -secondo me- chi l’ha concepito ha fatto davvero uno dei piu’ bei giri di basso blues.
Diciamocelo, il giro blues tutto sommato è quello. Do per scontato che nella storia del blues qualcun altro avra’ sicuramente ideato giri blues altrettanto poco scontati… pero’ col blues si rischia spesso di ricadere in alcuni pattern che spiegano chiaramente quando alle jam sessions la gente sbuffa se i musicisti partecipanti, in carenza di idee, si guardano e dicono: «Facciamo un blues?». Certo, perchè in fondo il blues è sempre uguale. Sono i dettagli sfiziosi che fanno la differenza, Scofield ne è sicuramente un pozzo infinito. Per questo ho deciso di trascrivere questo giro di basso e di pubblicarlo, magari a qualcuno puo’ tornare utile! (scusate per tutte le alterazioni occasionali ma non sono ancora pratico con Finale!)

Preferisco non esaminarlo troppo per evitare di scrivere ca**ate. Ma ad esempio nella prima battuta secondo me quel FA# alla fine (che forma una terza minore col MIb) è una genialata, perchè magari in un giro blues ci si aspetterebbe un bel SIb (classica quinta), sembra quasi cozzare con la terza maggiore del SOL (seconda nota), ed invece no!