L’idea di ridurre le emissioni di metano con “composti antirutto” per animali

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Dopo aver letto di un’altra brillante idea in passato, ovvero quella di selezionare animali che “scorreggiano di meno” per far fronte all’inquinamento, quest’altra di far mangiare agli animali qualcosa che li faccia “ruttare di meno” non può affatto meravigliarmi. Eh si perchè si vede che in condizioni di produzione intensiva gli animali ruttano troppo metano ed è un problema, tuttosommato con un particolare composto aggiunto al mangime sono riusciti ad abbattere del 30% le emissioni. Mi sembra un ottimo risultato.

via | http://science.slashdot.org/story/15/08/01/2344253/want-to-fight-climate-change-stop-cows-from-burping

L’idea di ridurre le emissioni di CO2 d’allevamento selezionando razze che “scorreggiano” poco

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Oggi mi sono imbattutto in questa notizia:

«Il problema è che i gas corporei che gli animali da pascolo emettono durante la digestione dei vegetali che ingurgitano si trasforma in una fonte inesauribile di gas serra inquinanti, ancora più dannosi della Co2. Basti pensare che in Nuova Zelanda i due terzi del metano che si disperde nell’atmosfera deriva proprio dalle maleodoranti emissioni degli animali.
[…]
L’unica soluzione sarebbe invece quella di ‘selezionare’ una o più razze di bovini e ovini geneticamente meno esposte a questo tipo di ‘inconveniente’. Dunque, concentrare le ricerche in maniera più selettiva andando a individuare tra i ruminanti comunemente allevati quelli con scarse emissioni di metano.»

Oggettivamente una soluzione degna per continuare a produrre e consumare tonnellate e tonnellate di carne di cui potremmo fare tranquillamente a meno con innumerevoli veri benefici per l’ambiente e per il pianeta, noi umani compresi.

Insomma volete mettere la comodità di continuare a trovare nel bancone del supermercato del latte prodotto da mucche mantenute tutta la vita in gravidanza e soprattutto che “scorreggiano” ed inquinano poco?!? Nonostante siamo gli unici mammiferi su questo pianeta che continuano a bere latte dopo lo svezzamento.

Insomma volete mettere la comodità di avere decine e decine di fast-food che vi offrono splendidi menu a base di carne (magari allungata con la melma rosa) oppure la comodità di comprare tre hamburger in una fantastica vaschetta di polistirolo sigillata ed impacchettata da altra plastica, però c’è il codice a barre con quale puoi risalire all’allevamento e controllare se sono animali che hanno “scorreggiato poco”.

Acchispacchiumistatucunannu.

Ottenuto un semiconduttore dal cemento, #einvece noi ci buttiamo i rifiuti

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Ieri ho letto questa notizia, pare che degli scienziati abbiano ottenuto un semiconduttore dalla mayenite, un minerale che si trova comunemente nel cemento utilizzato nell’edilizia. Ancora non si sa il suo potenziale utilizzo, ne quanto se ne possa estrarre ed a quale prezzo, comunque è un semiconduttore simile al grafene o al silicio, cosa che fa pensare subito all’industria della microelettronica.

Ma il mio primo pensiero è andato all’ambiente e magari alla possibilità di estrarre questo materiale dai rifiuti dei cantieri edili o da detriti di demolizioni, etc, etc…

Facendo una ricerca ho scoperto che è possibile (ed auspicabile) riutilizzare e riciclare il cemento, non so nel resto d’Italia ma qui in Sicilia non è difficile trovare cumuli di materiale da riporto, aka sderro, scaricati abusivamente in aperta campagna smaltiti solo dall’erosione degli agenti atmosferici e dagli anni. Nonostante riciclarlo sia dispendioso ed alcuni paesi comunque lo fanno, si può comunque trattare riutilizzare come inerte piuttosto che mandarlo in discarica.

Poi ho anche scoperto invece che in Italia la politica ha pensato di metterci i rifiuti nel cemento, ed ho smesso di scrivere questo post.

Tra melma rosa e monossido di carbonio

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L’unica melma rosa che credevo di conoscere era quella che scorreva nella vecchia metropolitana di New York nel film Ghostbusters… mi sono dovuto ricredere: è anche nella carne macinata, e serve per aumentarne il volume a bassissimo costo, visto che è fatta principalmente di tessuto connettivo, gli scarti riciclabili.

Il fatto che il tessuto connettivo venga utilizzato non mi meraviglia affatto, anzi, lo sapevo perchè lo avevo già letto sulle etichette di alcuni tortellini. Più che altro mi fa girare i coglioni che il tutto sia trattato con ammoniaca, così, giusto per dargli una disinfettata che non si sa mai. Tanto poi comunque nella confezione si ci mette un bel po’ di monossido di carbonio che da un bel colorito e rallenta la decomposizione aumentando i tempi di conservazione.

Tra l’altro il monossido di carbonio è già utilizzato con lo stesso scopo negli affettati preconfezionati, è quella ventata di puzza che esce appena apri la confezione, ma va via pochi secondi e, affamati, non ci facciamo sempre caso.

Buon appetito