Le web app con Epiphany: Facebook, ma mobile

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Mi sono intrippato con le web app, penso che si era capito da qualche precedente articolo, e da questo.

Dopo Twitter e Google Tasks andava affrontato il problema di Facebook, piattaforma che non amo troppo ne frequento tanto ma che ormai moltissima gente usa come canale di comunicazione principale. Anche i miei amici, e le mie amiche. Infatti lo uso praticamente solo come messaggistica tramite l’app Facebook Messenger su Android e poi al limite do un’occhiata o posto qualche cagata direttamente dal sito mobile col browser dello smartphone.
Infatti è stato proprio guardando la barra degli indirizzi del browser mobile che mi è venuta l’idea di provare come sarebbe venuta una web app della versione mobile di un sito…
…per le mie esigenze asociali la web app fatta col sito mobile (http://m.facebook.com) basta ed avanza!
~keep it simple

Le web app con Epiphany: Google Tasks

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Approfitto del raro evento in cui la mia TODO list è vuota per fare uno screenshot della webapp epiphany per Google Tasks!

Se non ne avete mai fatte ho spiegato in un precedente articolo come creare webapp con epiphany e modificarne l’icona.

Per quanto riguarda GTasks l’url da utilizzare è questo:

ed un’icona senza troppe pretese e già presente nel sistema può tranquillamente essere stock_task.png (stock delle GTK).

Le web app con Epiphany: Twitter

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Una delle cose interessanti degli ultimi aggiornamenti di Epiphany è la possibilità di creare web app, ma fatte bene stavolta, non come gli altri browser! :)

Cosa sono le web app?

Avete presente le finestre pop-up? Il concetto è quello: quando si crea o si usa una web app non si fa altro che utilizzare il browser in una modalità dove vengono nascosti i pulsanti, la barra dei menu, la barra degli indirizzi, le tab e la barra di stato. Una finestra nuda e cruda con dentro il sito, se il sito è fatto bene non avrà bisogno dei controlli del browser per essere utilizzato e si guadagna uno po’ di spazio per la visualizzazione assolutamente non trascurabile!

Ho fatto l’esempio delle finestre pop-up proprio perchè i primi prototipi di lanciatori di web-app non erano altro che un URL con incorporato del codice javascript che diceva al browser di nascondere i controlli… diciamo che non siamo proprio ai livelli dell’aver inventato l’acqua calda, ma quasi… perchè problema è proprio quello: si tratta semplicemente di una finestra del browser, quindi un processo con lo stesso nome del browser che viene trattato dai task manager o dalle dock per quello che è: una finestra del browser.

Se il browser in modalità web app non si presenta al sistema operativo come una applicazione a se stante è probabile che dopo aver creato il lanciatore .desktop con la sua bella icona cliccandoci si attiverà l’icona di Firefox o di Chromium sulla dock e resterà da pensare solo a “beh se è così allora non serve ad un cactus “.

Epiphany, vi scrivo dalla versione 3.4.0.1 su Ubuntu 12.04, non ha questo problema ed a mio modesto parere è la migliore implementazione di web app su Unity e GNOME.

Come creare una web app?

Creare una web-app con Epiphany è molto semplice. Basta aprire Epiphany, navigare sul sito che si vuole far diventare una applicazione a se stante e dal menu delle impostazioni selezionare “Salva come applicazione web…”. Verrà creato un lanciatore in ~/.local/share/applications subito disponibile con il nome che gli avete dato.

La prima volta in assoluto che si avvia una nuova web-applicazione bisogna ridimensionare la finestra a nostro piacimento, per far scomparire eventuali scrollbar orizzontali e renderla più omogenea. Finito, l’ultima dimensione della finestra verrà memorizzata per la successiva apertura.

Twitter a mio avviso si presta benissimo a diventare una web app, personalmente ho disinstallato gwibber e non apro più twitter su una tab del browser, ormai è… un’app :)

L’unica feature che ancora manca è la personalizzazione dell’icona direttamente in fase di creazione del lanciatore… l’icona viene generata automaticamente da Epiphany in base al contenuto della pagina web e non è sempre facilmente riconoscibile… ma è sempre possibile spostarsi in ~/.local/share/applications, editare il file .desktop della web app e modificare a mano il nome dell’icona.

Nel caso di Twitter possiamo riciclare l’icona ‘twitter’ che viene distribuita con gwibber o molto probabilmente presente in altri pacchetti di icone diffusi tramite PPA, tipo Faenza.

L’effetto finale è questo, con le scorciatoie da tastiera di Twitter personalmente lo trovo molto comodo e veloce.