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    <title>Blog  Zen-Funk Panda</title>
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    <description>  Blog  Zen-Funk Panda</description>
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      <title>Inside the Jazz – Carlo Cattano a Licodia Eubea</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/media/inside-the-jazz/</link>
      <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 22:18:03 +0200</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/archeoclub.dilicodiaeubea/posts/pfbid0qYU6BwW7QFF9JZyBQaTYbf7WCMja41Tg2titjYjsbDZxAzgiDmp9HFtDcESetezRl&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/seminario-jazz-carlo-cattano-licodia-eubea.jpg&#34; alt=&#34;Locandina Inside the Jazz – Carlo Cattano a Licodia Eubea&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Corso di musica d’insieme e improvvisazione jazz tenuto da Carlo Cattano, dal 10 al 12 luglio 2026 presso la Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, Licodia Eubea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/blockquote&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Mivar 28 M3 TVD: File IR base per Flipper Zero ed un po&#39; di storia</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2025-07-12-flipper-zero-mivare-remote/</link>
      <pubDate>Sat, 12 Jul 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro giorno mi è spuntato tra i video consigliati di YouTube &lt;a href=&#34;https://youtu.be/AlQaQ28dTc4?si=2xaI73flHogRK2W7&#34;&gt;questo video&lt;/a&gt; molto interessante che parla della storia (e del del declino) della &lt;strong&gt;Mivar&lt;/strong&gt;, azienda italiana che produceva televisori di cui ne posseggo ancora uno perfettamente funzionante!! Non mi va di buttarlo anche perchè ha ben due ingressi &lt;code&gt;SCART&lt;/code&gt; e devo ancora restaurare e provarci l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Amiga 500&lt;/strong&gt;. Certo, il telecomando invece perde colpi oltre ad essere tutti i tasti ormai sbiaditi o cancellati del tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&#x9;&lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share; fullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/AlQaQ28dTc4?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Dunque una delle prime cose che ho fatto quando mi è arrivato il &lt;strong&gt;Flipper Zero&lt;/strong&gt; è stata catturare i tasti principali del telecomando che mi permettessero di accendere/spegnere, alzare/abbassare il volume, switchare tra &lt;code&gt;AV1&lt;/code&gt; ed &lt;code&gt;AV2&lt;/code&gt; ed attivare/disattivare l&amp;rsquo;effetto &lt;strong&gt;loudness&lt;/strong&gt;. Già: perchè ha davvero una ottima qualità audio con l&amp;rsquo;effetto loudness attivo, un altro dei motivi per cui non lo voglio buttare (oltre al fatto che ci sono un po&amp;rsquo; affezionato perchè avrà almeno 30 anni).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/mivarone1.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/mivarone2.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so perchè ma i vari file di telecomandi &lt;em&gt;universali&lt;/em&gt; per la Mivar non funzionano e siccome tempo fa per sbaglio ho formattato la scheda SD del flipper e l&amp;rsquo;ho dovuto rifare stavolta lo carico qui prima di tutto come backup per me e poi se a qualuno può tornare utile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/mivarone-ir.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h3 id=&#34;download&#34;&gt;&#xD;&#xA;  Download&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#download&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h3&gt;&#xD;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;file: &lt;a href=&#34;https://panda.zenfunk.it/files/mivarone.ir&#34;&gt;mivarone.ir&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;</description>
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    <item>
      <title>PyDPainter, un clone multipiattaforma del Deluxe Paint per Amiga</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2024-09-09-pydpainter/</link>
      <pubDate>Mon, 09 Sep 2024 19:44:01 +0200</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2024-09-09-pydpainter/</guid>
      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ho incluso nella mia newsletter di &lt;a href=&#34;https://panda.zenfunk.it/en/posts/interesthings/interesthings-24-08/&#34;&gt;cose interessanti di agosto&lt;/a&gt; ma si merita un post perchè è qualcosa di IMHO &lt;strong&gt;EPICO&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&#34;https://github.com/mriale/PyDPainter&#34;&gt;mriale/PyDPainter - A usable pixel art paint program written in Python&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://raw.githubusercontent.com/mriale/PyDPainter/master/pydpainter-screenshot.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E&amp;rsquo; una replica di un programma di grafica per &lt;strong&gt;Commodore AMIGA&lt;/strong&gt;: &amp;ldquo;Deluxe Paint&amp;rdquo;. Ne avevo una copia e da ragazzino ci passavo ore a disegnare con la &lt;strong&gt;funzione simmetria&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/videos/pydpainter.mp4&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tempo fa ero riuscito a rifarmi un &lt;em&gt;trip&lt;/em&gt; nel disegno simmetrico grazie ad &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/UAE_%28emulator%29&#34;&gt;UAE&lt;/a&gt; ma avendo un&amp;rsquo;&lt;em&gt;Amiga 500&lt;/em&gt; parcheggiata sull&amp;rsquo;armadio ho sempre usato pochi minuti gli emulatori riproponendomi di restaurare e rimettere in moto quella vera, col suo bel &lt;em&gt;monitorone&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;tubo catodico&lt;/em&gt; e l&amp;rsquo;epico cavetto &lt;em&gt;SCART&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Da Zabbix 3.2 a 5.0, prima e dopo PostgreSQL/TimescaleDB passando per MySQL</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2021-04-12-zabbix-32-50-postgres/</link>
      <pubDate>Mon, 12 Apr 2021 22:42:24 +0200</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2021-04-12-zabbix-32-50-postgres/</guid>
      <description>&lt;p&gt;In questo post voglio raccontarvi la mia personale esperienza con Zabbix negli ultimi 5 anni circa, ovvero da quando lavoro al NOC di un provider locale in costante crescita. Conoscevo Zabbix da tempo ma lo avevo usato in ambiti dove non c&amp;rsquo;erano da monitorare più di 30 dispositivi e quindi le risorse hardware necessarie non erano particolareggiate, una VM Debian con MySQL su 4GB di RAM, 64GB di disco ed un paio di vCPU mi era sempre bastata, ed infatti per i primi due anni queste stesse risorse sono bastate tranquillamente a far girare Zabbix 3.2 dentro una VM e monitorarci i primi pezzi di infrastruttura ed i primi clienti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi MySQL ha iniziato ad ingolfarsi ed ho deciso di lasciare &lt;code&gt;zabbix-server&lt;/code&gt; sulla vm e spostare MySQL bare metal su un HP Microserver Gen8 con 16GB di RAM, Debian/ZFS con due dischi meccanici RAID 1 più due dischi SSD per cache e ZIL. Si è ripreso alla grande ed è andato avanti per altri due anni, fino a quando ha raggiunto il limite. Con 1200+ dispositivi SNMP da monitorare e 600+ VPS (&lt;em&gt;Valori Per Secondo di Zabbix&lt;/em&gt;) il DB era arrivato a 120GB e le slow query erano troppe, rallentavano l&amp;rsquo;operatività del server e generavano troppi falsi positivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato allora il partitioning MySQL che ha funzionato facendo tirare la baracca ancora qualche mese per poi ricominciare con le slow query, ingolfamenti e falsi positivi. Iniziavo a valutare alternative perché stare col dubbio che si tratta di un falso positivo che rientrerà in non-sai-quanti-minuti appena completate le slow query o stare col dubbio che un cliente, magari pure importante, o un apparato è realmente down è davvero snervante. Ho dunque iniziato a documentarmi sulle nuove versioni di Zabbix e le nuove funzionalità, ho anche provato a tenere la configurazione ed svuotare lo storico convinto che fossero eventuali record orfani a fare ingolfare 4 anni di MySQL&amp;hellip; durava una settimana poi si ingolfava di nuovo, avevo capito che ero incappato in una legge di Murphy&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non avendo mai prima scalato Zabbix su così tanti dispositivi non avevo abbastanza esperienza, ho alzato bandierina bianca e chiesto aiuto a dei consulenti certificati che mi hanno rassicurato che con TimescaleDB non avrei avuto problemi e sarebbe bastata anche una sola VM un po&amp;rsquo; più grossa delle precedenti e nemmeno un proxy! Non ci credevo ma non avevo altro da fare che fidarmi e farmi seguire nell&amp;rsquo;aggiornamento a Zabbix 5.0.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abbiamo dunque messo su Zabbix 5.0 su una VM con 16GB di RAM, 4 vCPU e 512GB di disco, importato la configurazione di host, gruppi e templates e fatto macinare il tutto&amp;hellip; solo che per una svista durante la procedura non abbiamo attivato l&amp;rsquo;estensione TimescaleDB di PostgreSQL. Questo è stato un errore che mi è servito parecchio a rendermi conto per la prima volta di come funziona e macina dati PostgreSQL&amp;hellip; perchè praticamente con questo errore stavo usando Zabbix con un DB PostgreSQL pulito senza alcuna estensione o TimescaleDB, solo che ancora non lo sapevo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa di cui ti accorgi, più che le performances è la stabilità nonostante i rallentamenti notturni dovuti ai backup: nettamente superiori a MySQL, pur senza partitioning (che TimescaleDB poi di fatto implementa ma un PostgreSQL pulito no!) il sistema non si è mai ingolfato ne rallentato nonostante il DB fosse arrivato a quasi 300GB!! Allucinante per me che avevo visto MySQL ingolfarsi su un DB di 120GB su un server bare metal! PostgreSQL su una VM invece continuava tranquillo ad ingurgitare dati con ottime performance e nel frattempo gestiva le query in lettura del frontend come se gli stessero facendo il solletico! Credevo che semplicemente TimescaleDB fosse questo: una figata, fin quando non si è riempito il disco e si è piantato tutto. Solo pochi giorni dopo ho capito che PostgreSQL/TimescaleDB era una &lt;strong&gt;iper&lt;/strong&gt;figata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da un lato ero gasato che le performance erano nettamente superiori a prima nonostante un DB così grosso, dall&amp;rsquo;altro ero deluso perché ero reincappato nella stessa legge di Murphy e pensavo mi servisse hardware dedicato più costoso. Il disco pieno rendeva la VM inutilizzabile, dunque ho ripristinato il backup del giorno prima con ancora qualche GB libero e mi ci sono fatto un giro per revisionare la situazione&amp;hellip; è stato li che mi sono accorto che l&amp;rsquo;estensione TimescaleDB non era attiva, ci era scappata. Dunque l&amp;rsquo;ho attivata e ricaricato lo schema del DB, è partita una stored procedure che ha macinato più di 24 ore e poi il miracolo sintetizzato da questo grafico: la prima metà è il DB PostgreSQL di Zabbix 5.0 senza TimescaleDB&amp;hellip; la seconda metà è &lt;strong&gt;lo stesso&lt;/strong&gt; DB PostgreSQL con TimescaleDB pienamente operativo: ditemi voi se non è ALLUCINANTE.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/zabbix.png#center&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;«Una volta aperta una scatola di vermi, l&amp;rsquo;unico modo di rimetterli in scatola è usarne una più grande» &lt;em&gt;Prima legge di Zymurgy sulla dinamica dei sistemi in evoluzione&lt;/em&gt;&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Glenn Glould e l&#39;open source</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2019-12-12-glenn-glould-e-lopen-source/</link>
      <pubDate>Thu, 12 Dec 2019 15:31:12 +0200</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Avevo voglia di ascoltare &amp;ldquo;So you want to write a fugue?&amp;rdquo; di &lt;strong&gt;Glenn Gloud&lt;/strong&gt;, quindi sono andato su youtube ed ho cercato il brano, anche se ce l&amp;rsquo;avevo offline sul computer. Ho trovato una versione animata in stile karaoke col testo che in verità conoscevo già da tempo, quasi dieci anni, ma che avevo dimenticato e che soprattutto non avevo ancora rivisto e riascoltato con attenzione. Per quanto sia uno smanettone ai tempi non bazzicavo GitHub, anzi studiavo musicologia ed avevo mollato del tutto l&amp;rsquo;informatica, quindi non ho fatto caso che alla fine del video c&amp;rsquo;è un url al codice sorgente che ha permesso la realizzazione di questo video. Codice open source e scritto in &lt;strong&gt;Python&lt;/strong&gt;, uno dei pochi linguaggi che conosco e che so leggere. La cosa mi ha fatto riflettere perchè stiamo parlando di Glenn Gould e Python&amp;hellip; e tra i due sicuramente il più conosciuto ai più è Python.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Glenn Gould era un folle genio che scrisse questo pezzo nel &amp;lsquo;63 per una trasmissione radiofonica canadese allo scopo di far capire alle persone cosa fosse una &lt;em&gt;fuga&lt;/em&gt;, in musica. E penso che ci sia riuscito perchè ci ha messo le parole che rendono la sua opera più intellegibile ai profani della musica e non solo. Ma cosa è una fuga? Voglio azzardare a spiegarvelo io, a modo mio, secondo la mia esperienza. Lasciando stare i tecnicismi contrappuntistici barocchi ai testi di musicologia la fuga è un evitare la ripetitività, cercare di essere originali ed evitare di suonare due volte la stessa cosa. Un po&amp;rsquo; come il walkin&amp;rsquo; bass nel jazz. Vivere e suonare qui ed ora, lasciarsi indietro il passato già suonato e suonare cose nuove, sempre (ove possibile perchè a volte, in alcuni brani veloci, è davvero difficile e disumano suonare sempre cose diverse). Si può e si deve citare il passato, il già suonato, ma non ripeterlo. Mi viene da pensare che una fuga sia una fuga dalla realtà ma è errato, è una fuga dalla consuetudine di mettere cose che non stonino. Puoi mettere anche note stonate se servono, Glenn Gould stesso dice &amp;ldquo;forget the rules and try&amp;rdquo;. E nel suo ambito le regole sono molto più ferree del jazz.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&#x9;&lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share; fullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/U85-4EYgZk4?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Avere a disposizione un video del genere è bellissimo, ha un valore didattico esagerato e l&amp;rsquo;averlo trovato è più bello ancora. Scoprire stasera che è stato generato grazie a Python (un linguaggio open source) e che l&amp;rsquo;autore abbia regalato il codice sorgente al mondo su GitHub è meraviglioso. Senza questo video, senza questo codice, senza questa persona (che oltre essere sicuramente un programmatore è sicuramente anche un musicista sopraffino) capire questo brano e capire più profondamente cosa sia una fuga e che che Glenn Gould era un figo sarebbe stato molto più difficile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;rif: &lt;a href=&#34;https://github.com/zhanrnl/PyMusAnim&#34;&gt;https://github.com/zhanrnl/PyMusAnim&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Il reggichitarre per gli IKEA Hackers (2)</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2015-08-18-il-reggichitarre-per-gli-ikea-hackers-2/</link>
      <pubDate>Tue, 18 Aug 2015 00:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Tempo fa avevo segnalato &lt;a href=&#34;https://panda.zenfunk.it/posts/2011-01-03-il-reggichitarre-per-gli-ikea-hackers/&#34;&gt;questo Gorm IKEA modificato a reggichitarre&lt;/a&gt;, nel frattempo avevo dimenticato di postare la mia &lt;em&gt;implementazione&lt;/em&gt;, molto meno raffinata perchè mancano i vani dove appoggiare il manico e le guide in basso per il body ma tutto sommato un po’ più pratica perchè per realizzarla bisogna solamente smontare ulteriormente il Gorm e poi ci vanno anche le custodie, e spesso il problema di spazio è proprio per le custodie.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni mensola ha tre tavole, basta smontare le prime due tavole con un cacciavite: la custodia appoggerà all’unica tavola all’altezza del manico senza sbattere contro il muro ed una tavola resta mobile &lt;strong&gt;a protezione&lt;/strong&gt; per i gatti che si arrampicano (si incastra perfettamente). L’ultima tavola avanzata l’ho messa di lato, ma volendo si può incastrare da qualche altra parte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/wpid-wp-1439930961017.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>L’idea di ridurre le emissioni di metano con “composti antirutto” per animali</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2015-08-02-lidea-di-ridurre-le-emissioni-di-metano-con-composti-antirutto-per-animali/</link>
      <pubDate>Sun, 02 Aug 2015 14:28:33 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dopo aver letto di un&amp;rsquo;altra brillante idea in passato, ovvero quella di &lt;a href=&#34;http://panda.zenfunk.it/pensieri-ed-opinioni/lidea-di-ridurre-le-emissioni-di-co2-dallevamento-selezionando-razze-che-scorreggiano-poco/&#34;&gt;selezionare animali che &amp;ldquo;scorreggiano di meno&amp;rdquo;&lt;/a&gt; per far fronte all&amp;rsquo;inquinamento, quest&amp;rsquo;altra di far &lt;a href=&#34;http://news.sciencemag.org/chemistry/2015/07/antiburp-compound-could-reduce-methane-emissions-cows&#34;&gt;mangiare agli animali qualcosa che li faccia &amp;ldquo;ruttare di meno&amp;rdquo;&lt;/a&gt; non può affatto meravigliarmi. Eh si perchè si vede che in condizioni di produzione intensiva gli animali ruttano troppo metano ed è un problema, tuttosommato con un particolare composto aggiunto al mangime sono riusciti ad abbattere del 30% le emissioni. Mi sembra un ottimo risultato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;via | &lt;a href=&#34;http://science.slashdot.org/story/15/08/01/2344253/want-to-fight-climate-change-stop-cows-from-burping&#34;&gt;Want To Fight Climate Change? Stop Cows From Burping - Slashdot&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>«…the 16th note is the foundation of life itself…»</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2014-09-25-the-16th-note-is-the-foundation-of-life-itself/</link>
      <pubDate>Thu, 25 Sep 2014 00:15:02 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;«In this style of playing, the 16th note is the foundation of life itself! It’s important that you “feel” each 16th note in the bar, even in case where the 16 note is not actually played as a pitch. If the pictch is not played then the ghost notes can be used to help propel the rhythm and outline the feel.» cit. &lt;strong&gt;Francis Rocco Prestia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/blockquote&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>“Disarm”, Trasformare le armi in strumenti musicali</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2013-10-06-disarm-trasformare-le-armi-in-strumenti-musicali/</link>
      <pubDate>Sun, 06 Oct 2013 10:28:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&#x9;&lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share; fullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/YwQp16D-TqQ?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;«la redenzione di questo metallo, che avrebbe potuto uccidere me o te… meglio che siano strumenti musicali» &lt;em&gt;Pedro Reyes&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>il reggichitarre per gli ikea hackers (1)</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2011-01-03-il-reggichitarre-per-gli-ikea-hackers/</link>
      <pubDate>Mon, 03 Jan 2011 19:41:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2011-01-03-il-reggichitarre-per-gli-ikea-hackers/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Molto interessante questo semplice mobiletto IKEA moddato a reggichitarre! me ne servirebbe proprio uno :)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/gorm-guitar.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;via | &lt;a href=&#34;http://www.ikeahackers.net/2011/01/gorm-guitar-shelf.html?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A&amp;#43;Ikeahacker&amp;#43;%28ikeahacker%29&amp;amp;utm_content=Google&amp;#43;Reader&#34;&gt;ikea hacker: A Gorm guitar shelf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>La “Toast Machine” su Linux Pro di Novembre</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2010-10-25-la-toast-machine-su-linux-pro-di-novembre/</link>
      <pubDate>Mon, 25 Oct 2010 00:16:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2010-10-25-la-toast-machine-su-linux-pro-di-novembre/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/LXP97-shot.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su &lt;a href=&#34;http://www.sprea.it/scheda.php?id_riv=42&#34;&gt;Linux PRO&lt;/a&gt; di Novembre è uscito l’articolo a cura dei ragazzi del &lt;a href=&#34;http://www.lugcr.it/joomla/&#34;&gt;LugCR&lt;/a&gt; sulla &lt;a href=&#34;http://trinhackria.org/ToastMachine/HomePage&#34;&gt;Toast Machine&lt;/a&gt; che tra l’altro è stata utilizzata anche quest’anno al Linux Day (e non solo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A &lt;a href=&#34;http://trinhackria.org/ToastMachine/Photos&#34;&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt; sono disponibili alcune foto della Toast Machine in azione!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;:)&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Nano BassBalls – Twin Dynamic Filter</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2009-11-16-nano-bassballs-twin-dynamic-filter/</link>
      <pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:29:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2009-11-16-nano-bassballs-twin-dynamic-filter/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/Photo000451.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finalmente mi è arrivato questo splendido pedale: il &lt;strong&gt;BassBalls&lt;/strong&gt;, ovvero la versione aggiornata dello storico effetto di &lt;em&gt;Flea&lt;/em&gt; dei &lt;strong&gt;Red Hot Chili Peppers&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E’ davvero micidiale, la sua semplicità offre una serie infinita di suoni. Basta ruotare pochissimo il controllo “Response” per ottenere un suono del tutto diverso, senza parlare poi del selettore per la distorsione che praticamente da vita ad un altro effetto altrettanto variabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’unica pecca IMHO di questo pedale sta proprio nel selettore per la distorsione. Durante un brano potrebbe servire un suono effettato senza distorsione ed uno distorto ma ahimè non è possibile cambiarlo con i piedi… a meno che non ti chini apposta durante il brano, ma la cosa ovviamente non è proprio comoda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per ora è troppo presto per pensare a modifiche, voglio godermelo un po’… ma l’idea di modificarlo per aggiungere uno switch a terra per inserire/disinserire la distorsione mi alletta parecchio, e l’intervento non dovrebbe essere molto invasivo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eccolo all’opera!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&#x9;&lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share; fullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/0n2v_EIkP4g?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;&#x9;&#x9;&lt;/div&gt;&#xA;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Metamorfosi di una cornetta USB</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2009-10-27-metamorfosi-di-una-cornetta-usb/</link>
      <pubDate>Tue, 27 Oct 2009 22:33:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2009-10-27-metamorfosi-di-una-cornetta-usb/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Ecco il mio esperimento sulla &lt;em&gt;metamorfosi&lt;/em&gt; di una cornetta USB in scheda audio esterna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/cornetta.jpg&#34; alt=&#34;image&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho comprato due jack grandi femmina da pannello e li ho impiantati in una vecchia custodia per occhiali, uno collegato al posto del microfono e l’altro al posto dell’altoparlantino del circuito della cornetta USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cornetta USB viene vista dal sistema come una normalissima periferica audio che offre un canale stereo in ingresso ed un altro in uscita. Quindi è possibile configurare il sistema (o un programma tipo &lt;strong&gt;Logic&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Garageband&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Guitar Rig&lt;/strong&gt;) per utilizzare questi canali al posto della scheda audio interna o integrata al sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di funzionare funziona&amp;hellip; credevo che la preamplificazione per il microfonino della cornetta andasse bene anche per uno strumento a pick-up passivo tipo una chitarra o un basso elettrico, ed invece no è troppa e va in distorsione. In uscita invece, collegata ad un amplificatore, è gestibilissima!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio esperimento quindi non ha funzionato benissimo per una applicazione musicale (quella che avevo in mente) ma comunque funziona ed è utilizzabile come soluzione a bassissimo costo in diversi ambiti dove possa servire una periferica audio in più, magari per la produzione di podcast o trasmissioni radio on line dover poter avere un canale in più in ingresso per fonti separate ed un canale in uscita isolabile dal resto, magari per un monitor audio!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio prossimo test sarà dunque provare quest&amp;rsquo;aggeggio magari con una distro tipo &lt;a href=&#34;https://dyne.org/dynebolic/&#34;&gt;dyne:bolic&lt;/a&gt; o &lt;em&gt;Ubuntu Studio&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>iCurve by IKEA</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2008-05-30-icurve-by-ikea/</link>
      <pubDate>Fri, 30 May 2008 14:36:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2008-05-30-icurve-by-ikea/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Sono un felice possessore di un PowerBook G4 12&amp;quot;, ogni tanto lo porto a spasso ma passa la maggiorparte del tempo poggiato sulla scrivania e la maggiorparte del tempo lo utilizzo proprio come se fosse un fisso. Dopo aver visto l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://theappleblog.com/2005/02/22/griffin-icurve/&#34;&gt;iCurve&lt;/a&gt; mi sono reso conto che la possibilità di alzare il mac ed inclinare lo schermo per un angolo di visuale più comodo e sopratutto più alto sarebbe stato qualcosa di &lt;em&gt;veramente comodo&lt;/em&gt;. Ma non avendo granchè soldi a disposizione ho pensato di inventarmelo a modo mio, e ci sono riuscito grazie ad IKEA… con un po’ di ingegno all’IKEA troverete tutto quello che vi serve per realizzare qualcosa di simile (e volendo migliore), proprio come si faceva da piccoli con i LEGO! Il risultato è più o meno questo:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/30052008046.jpeg&#34; alt=&#34;image&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho utilizzato:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Due supporti per delle mensole&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Due piccole staffe in alluminio (quelle con i fori)&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Due viti per legno&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto comprato all&amp;rsquo;&lt;em&gt;IKEA&lt;/em&gt; con una spesa di meno di 10 euro&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/30052008042.jpeg&#34; alt=&#34;image&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho fatto foto durante la realizzazione, ma è molto semplice… chiunque è familiare col fai-da-te avrà gia capito che basta applicare le staffe di alluminio al supporto in legno (entrambe gia forate) e fissarle con le viti. Poi le staffe di alluminio vanno piegate per reggere il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/30052008044.jpeg&#34; alt=&#34;image&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esteticamente non è il top perchè a me non interessa troppo, ma posso assicurarvi che i supporti per le mensole di IKEA sono perfetti, se applicate le staffe sulla gamba piu’ lunga del supporto otterrete un’inclinazione ideale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://panda.zenfunk.it/img-post/30052008045.jpeg&#34; alt=&#34;image&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Voilà!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Connessioni PPP su GNU/Linux e FreeBSD (2)</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2005-04-26-ppp-linux-freebsd-2/</link>
      <pubDate>Tue, 26 Apr 2005 00:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2005-04-26-ppp-linux-freebsd-2/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Ripescato da: &lt;a href=&#34;http://web.archive.org/web/20050512082430/http://www.openmagazine.it/?q=node/128&#34;&gt;http://web.archive.org/web/20050512082430/http://www.openmagazine.it/?q=node/128&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;code&gt;Wvdial&lt;/code&gt; e&amp;rsquo; un tool molto semplice ed efficace&amp;hellip; chi gia lo conosce potrebbe benissimo dire «Questo articolo non serve ad un cactus, bastava leggere le man pages&amp;hellip;» ed in effetti non avrebbe tutti torti :P. Dato che wqvdial, oltre ad avere un potente tool per creare il file di configurazione quasi automaticamente, e&amp;rsquo; davvero molto semplice da usare. Pero&amp;rsquo; sicuramente ci sara&amp;rsquo; qualcuno che non conosce wvdial ed al quale questo articolo (propedeutico al primo) potrebbe tornare utile; poi mi piaceva l&amp;rsquo;idea di scrivere un altro articolo su PPP oltre a quello del numero 1.0 di OpenMagazine.&#xA;Chi avra&amp;rsquo; letto il primo, a prescindere dal fatto che conoscesse gia&amp;rsquo; come funziona pppd su GNU/Linux o FreeBSD, sicuramente avra&amp;rsquo; notato una cosa: su GNU/Linux configurare ppp (se non si hanno tool appositi tipo ppp-config o wvdial stesso) e&amp;rsquo; abbastanza macchinoso che configurarlo su FreeBSD. Su FreeBSD c&amp;rsquo;e&amp;rsquo; un solo file di configurazione per pppd, su GNU/Linux invece sono necessari diversi script oltre che al file di configurazione. Sorge quindi una domanda: «perche&amp;rsquo; usare pppd nudo e crudo se esistono tool come wvdial che rendono la vita ancora piu&amp;rsquo; facile di FreeBSD?» Beh, la mia risposta e&amp;rsquo; &amp;ldquo;DIPENDE&amp;rdquo;&amp;hellip; da quanta voglia avete di smanettare e quanta curiosita&amp;rsquo; avete. In qualsiasi caso conoscere come funziona pppd nudo e crudo non ha mai fatto male a nessuno ;) E nemmeno usare wvdial&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;efficacia di wvdial e&amp;rsquo; data soprattutto dal tool wvdialconf, un tool che genera automaticamente un file di configurazione dopo aver effettuato una scansione per rilevare su quale porta sia collegato il modem e dopo aver provato le stringhe AT standard compatibili col modem collegato al sistema. Vediamo subito:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;trinhackria ~ # wvdialconf /etc/wvdial.conf&#xD;&#xA;Scanning your serial ports for a modem.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ttyS0: No such device or address&#xD;&#xA;Port Scan: S0&#xD;&#xA;ttyS1: No such device or address&#xD;&#xA;Port Scan: S1&#xD;&#xA;ttyS2: No such device or address&#xD;&#xA;Port Scan: S2&#xD;&#xA;ttyS3: No such device or address&#xD;&#xA;Port Scan: S3&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 Z -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 S0=0 -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; &amp;amp;D2; -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; &amp;amp;D2; +FCLASS=0 -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Modem Identifier: ATI -- 144&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 4800: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 9600: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 19200: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 38400: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 57600: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 115200: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 230400: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 460800: AT -- OK&#xD;&#xA;ttyACM0: Max speed is 460800; that should be safe.&#xD;&#xA;ttyACM0: ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; &amp;amp;D2; +FCLASS=0 -- OK&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Found an USB modem on /dev/ttyACM0.&#xD;&#xA;Modem configuration written to /etc/wvdial.conf.&#xD;&#xA;ttyACM0: Speed 460800; init &amp;quot;ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; &amp;amp;D2; +FCLASS=0&amp;quot;&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti wvdialconf ha rilevato il mio modem (un cellulare Motorola edge collegato via USB), ha provato quali stringhe AT fossero compatibili ed ha rilevato anche la velocita&amp;rsquo; con cui accedere alla porta creando un il file di configurazione /etc/wvdial.conf ad hoc. Ovvero:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;[Dialer Defaults]&#xD;&#xA;Modem = /dev/ttyACM0&#xD;&#xA;Baud = 460800&#xD;&#xA;Init1 = ATZ&#xD;&#xA;Init2 = ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; &amp;amp;D2; +FCLASS=0&#xD;&#xA;ISDN = 0&#xD;&#xA;Modem Type = USB Modem&#xD;&#xA;; Phone =&#xD;&#xA;; Username =&#xD;&#xA;; Password =&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto personalizzare il file di configurazione appena creato e&amp;rsquo; una cosa davvero intuitiva, basta sapere solamente che le righe precedute dal &amp;lsquo;;&amp;rsquo; sono quelle commentate, e quindi da decommentare :P In questa maniera wvdial avra&amp;rsquo; un&amp;rsquo;unica configurazione e bastera&amp;rsquo; lanciare wvdial senza nessun argomento da linea di comando per connetterci ad internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E&amp;rsquo; possibile pero&amp;rsquo; personalizzare ulteriormente la configurazione di wvdial tramite delle etichette, il cui nome dovra&amp;rsquo; essere passato come argomento da linea di comando. Ogni etichetta in cui mancheranno opzioni fondamentali come la stringa di inizializzazione o il device node del modem saranno ereditate da quella di Default, ovvero: [Dialer Defaults]. Per esempio:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;[Dialer Defaults]&#xD;&#xA;Modem = /dev/ttyACM0&#xD;&#xA;Baud = 460800&#xD;&#xA;Init1 = ATZ&#xD;&#xA;Init2 = ATQ0 V1 E1 S0=0 &amp;amp;C1; &amp;amp;D2; +FCLASS=0&#xD;&#xA;Modem Type = USB Modem&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;[Libero]&#xD;&#xA;Phone = 1055411055&#xD;&#xA;Username = pippo@libero.it&#xD;&#xA;Password = laMIApassword&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;[Tin]&#xD;&#xA;Init3 = ATX2&#xD;&#xA;Phone = 095123456&#xD;&#xA;Username = pippo@tin.it&#xD;&#xA;Password = laltraPASSWORD&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questa maniera e&amp;rsquo; stato possibile differenziare le configuazioni. Ad esempio con wvdial Libero, ci connetteremo al numero di telefono specificato nell&amp;rsquo;etichetta e con le relative credenziali, con wvdial Tin invece useremo un altro numero di telefono ed altre credenziali ed inoltre il nostro modem sara&amp;rsquo; inizializzato con una stringa aggiuntiva. Ma ipotizzando che il sistema avrebbe avuto due modem sarebbe stato possibile, sempre tramite le etichette, specificare anche device node differenti.&#xA;Buon divertimento ;)&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Connessioni PPP su GNU/Linux e FreeBSD (1)</title>
      <link>https://panda.zenfunk.it/posts/2005-03-25-ppp-linux-bsd-1/</link>
      <pubDate>Fri, 25 Mar 2005 00:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://panda.zenfunk.it/posts/2005-03-25-ppp-linux-bsd-1/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Ripescato da: &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20050403162123/http://www.openmagazine.it/download/Numero-1.0.pdf&#34;&gt;https://web.archive.org/web/20050403162123/http://www.openmagazine.it/download/Numero-1.0.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo articolo vedremo per linee generali e molto pratiche come configurare ppp su linux e freeBSD e collegarci ad internet, il tutto&#xA;ovviamente accompagnato da diversi links per approfondire l&amp;rsquo;argomento. L&amp;rsquo;unica cosa che e&amp;rsquo; necessario saper usare e&amp;rsquo; un qualsiasi editor: vi, vim,&#xA;nano, emacs&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molte distribuzioni di linux hanno un tool, ppp-config, che permette di creare i file di configurazione di ppp. Vedi slackware o debian&amp;hellip; potete&#xA;usare quel tool per poi studiare i file di configurazione da esso generati, oppure seguire questo articolo e crearvi tutto a mano, esperienza molto&#xA;piu&amp;rsquo; edificante. Per quanto riguarda freeBSD il discorso e&amp;rsquo; molto piu&amp;rsquo; semplice perche&amp;rsquo; sta tutto in /etc/ppp/ppp.conf&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h2 id=&#34;1-ppp-un-accenno-di-teoria&#34;&gt;&#xD;&#xA;  1. PPP, un accenno di teoria&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#1-ppp-un-accenno-di-teoria&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h2&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;PPP sta per &lt;em&gt;Point-to-Point Protocol&lt;/em&gt;, ovvero un protocollo di connessione da un punto ad un altro punto, ovvero da una macchina ad un&amp;rsquo;altra&#xA;macchina. Nel nostro caso il mezzo sara&amp;rsquo; il modem, o cmq qualsiasi dispositivo a caratteri al quale potremo accedere e dialogare. Potra&amp;rsquo; essere&#xA;quindi un modem seriale, un modem usb, o anche un cellulare GPRS/EDGE/UMTS collegato via irDa, Bluetooth, cavo seriale o usb. Comunque&#xA;i file di configurazione e gli script saranno leggermente diversi a seconda della periferica utilizzata, ma ovviamente pppd lavorera&amp;rsquo; sempre allo&#xA;stesso modo, vediamo come.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pppd si occupa di attivare e mantenere una interfaccia di rete (la maggior parte delle volte si chiamera&amp;rsquo; ppp0) col protocollo PPP dopo che vari&#xA;script avranno inizializzato la periferica, composto il numero ed avviata la connessione. A grandi linee la connessione inizia quando non&#xA;sentiamo piu&amp;rsquo; i fruscii dall&amp;rsquo;altoparlante del modem, quando essi cessano significa che in qualche maniera i due punti riescono a dialogare, ma non&#xA;e&amp;rsquo; ancora detto che riusciranno a stabilire una connessione. Questa fase si chiama Handshake (stretta di mano). Durante questa fase verrano&#xA;scambiate le credenziali (user name e password), verrano proposte delle impostazioni che potranno o no essere accettate (ad esempio il MTU, il&#xA;MRU, compressioni, la richiesta dei DNS, la proposta di un IP fisso). Se tutta questa procedura va a buon fine riceveremo il nostro IP, tramite il&#xA;quale potra&amp;rsquo; essere attivata con successo l&amp;rsquo;interfaccia di rete ppp0. Diciamo che a questo punto il grosso e&amp;rsquo; fatto, resta solamente da decidere o&#xA;meno se far dirigere i nostri pacchetti verso la nuova interfaccia, ovvero impostare una Default Route. Nella maggior parte dei casi pppd fara&amp;rsquo;&#xA;questo per noi, ma potrebbe capitare che esista gia un Default Route e che pppd non riesca a modificarlo. La maggior parte delle volte potrebbe&#xA;darsi che un default route sia gia&amp;rsquo; impostato verso una interfaccia tipo eth0, se ad esempio il nostro pc e&amp;rsquo; collegato in una lan&amp;hellip; in quel caso sara&amp;rsquo;&#xA;necessario modificare a mano la tabella di routing del kernel, vedremo in seguito come fare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto l&amp;rsquo;unica cosa che potrebbe tornarvi molto utile (ma non di vitale necessita&amp;rsquo; per una prima connessione) e&amp;rsquo; conoscere per bene le&#xA;stringhe ed i comandi AT per il vostro modem. Su questo punto vale la pena spendere qualche parola. Le stringhe ed i comandi AT sono delle&#xA;sequenze di caratteri per lo piu&amp;rsquo; standard con le quali si dialoga con il modem. Niente paura, anche se non le conoscete con precisione riuscirete a&#xA;connettervi, ma per attivare particolari protocolli come il V.90, il V.92, x2 (per alcuni USrobotics) o K56flex che potrebbero velocizzare la&#xA;connessione saranno necessarie stringhe di configurazione particolari che variano da chipset a chipset. Nei file di configurazione che vi proporro&amp;rsquo;&#xA;ci saranno comandi standard che ogni modem supporta, ma in seguito potrete sostituirli con altri piu&amp;rsquo; adeguati. Su questo sito[^1] probabilmente&#xA;troverete quello che vi serve. Per quanto riguarda le connessioni GPRS/UMTS/EDGE anche quelle stringhe cambiano da modello a modello di&#xA;cellulare e da gestore e gestore di telefonia. In quel caso vi conviene telefonare al vostro servizio clienti, li sapranno darvi di sicuro le stringhe&#xA;esatte, ve lo consiglio soprattutto per la bella esperienza di parlare con l&amp;rsquo;operatore e quando vi dira&amp;rsquo; &amp;ldquo;apra il pannello di controllo e&amp;hellip;&amp;rdquo; voi potrete&#xA;rispondere &amp;ldquo;grazie non mi interessa, non uso windows!&amp;rdquo;. :D&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h2 id=&#34;2-creare-i-file-di-configurazione-su-linux&#34;&gt;&#xD;&#xA;  2. Creare i file di configurazione su linux&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#2-creare-i-file-di-configurazione-su-linux&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h2&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;&lt;code&gt;pppd&lt;/code&gt; su linux, a differenza di freeBSD che ne ha uno solo, ha bisogno di diversi file di configurazione e script. Vedremo qua degli esempi&#xA;semplici ma funzionanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h3 id=&#34;etcppppeersprovider&#34;&gt;&#xD;&#xA;  /etc/ppp/peers/provider&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#etcppppeersprovider&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h3&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;Questo file e&amp;rsquo; quello che contiene le opzioni di pppd, relative al provider. Cio&amp;rsquo; significa che potete averne piu&amp;rsquo; di uno&amp;hellip; infatti quando vi&#xA;appresterete a connettervi col comando pppd call provider lui cerchera&amp;rsquo; le impostazioni dentro la directory /etc/ppp/peers/. Ovvero se darete&#xA;pppd call infostrada lui andra&amp;rsquo; a cercare le impostazioni relative su /etc/ppp/peers/infostrada. E via dicendo&amp;hellip; ecco un esempio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;asyncmap 0&#xD;&#xA;updetach&#xD;&#xA;debug debug debug&#xD;&#xA;connect /etc/ppp/peers/provider-connect-chat&#xD;&#xA;disconnect /etc/ppp/peers/provider-disconnect-chat&#xD;&#xA;/dev/usb/acm/0&#xD;&#xA;115200&#xD;&#xA;-crtscts&#xD;&#xA;local&#xD;&#xA;mtu 1024&#xD;&#xA;mru 1024&#xD;&#xA;noipdefault&#xD;&#xA;defaultroute&#xD;&#xA;usepeerdns&#xD;&#xA;name &amp;quot;pippo@provider.net&amp;quot;&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vediamone velocemente il significato: updetach e&amp;rsquo; molto utile, ovvero lascia andare pppd in background staccandolo dal terminale sul quale e&amp;rsquo;&#xA;stato eseguito solamente quando la connessione va a buon fine; debug tre volte imposta al massimo la verbosita&amp;rsquo;, per vedere per bene quello che&#xA;sta accadendo; /dev/usb/acm/0 e&amp;rsquo; il device che verra&amp;rsquo; utilizzato, va modificato in base al vostro; default route cerca di impostare il percorso&#xA;default su ppp0; usepeerdns cerca di scaricare i dns durante la connessione e li mettera&amp;rsquo; in /etc/ppp/resolv.conf; name &amp;ldquo;&lt;a href=&#34;mailto:pippo@provider.net&#34;&gt;pippo@provider.net&lt;/a&gt;&amp;rdquo;&#xA;definisce l&amp;rsquo;username da utilizzare, e&amp;rsquo; strettamente legato al file pap-secrets o chap-secrets, poiche&amp;rsquo; e&amp;rsquo; in uno di quei due file che verra&amp;rsquo; cercata la&#xA;password relativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h3 id=&#34;etcppppeersprovider-connect-chat&#34;&gt;&#xD;&#xA;  /etc/ppp/peers/provider-connect-chat&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#etcppppeersprovider-connect-chat&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h3&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;Questo e&amp;rsquo; lo script relativo al modem tramite il programma provider chat (avrete notato che e&amp;rsquo; specificato anche nel file di configurazione precedente) che si occupa di dialogare col&#xA;prima che pppd venga avviato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;exec chat \&#xD;&#xA;TIMEOUT 5 \&#xD;&#xA;ECHO ON \&#xD;&#xA;ABORT &#39;\nBUSY\r&#39; \&#xD;&#xA;ABORT &#39;\nERROR\r&#39; \&#xD;&#xA;ABORT &#39;\nNO ANSWER\r&#39; \&#xD;&#xA;ABORT &#39;\nNO CARRIER\r&#39; \&#xD;&#xA;ABORT &#39;\nNO DIALTONE\r&#39; \&#xD;&#xA;ABORT &#39;\nRINGING\r\n\r\nRINGING\r&#39; \&#xD;&#xA;&#39;&#39; \rATZ \&#xD;&#xA;TIMEOUT 12 \&#xD;&#xA;OK ATV1\&amp;amp;C1\&amp;amp;D2 \&#xD;&#xA;OK &#39;ATDTnumeroprovider&#39; \&#xD;&#xA;TIMEOUT 22 \&#xD;&#xA;CONNECT &amp;quot;&amp;quot; \&#xD;&#xA;SAY &amp;quot;\nConnected.&#xD;&#xA;&amp;quot; \&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;h3 id=&#34;etcppppeersprovider-disconnect-chat&#34;&gt;&#xD;&#xA;  /etc/ppp/peers/provider-disconnect-chat&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#etcppppeersprovider-disconnect-chat&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h3&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;pppd con un killall pppd Questo script non e&amp;rsquo; di vitale importanza, volendo si potrebbe anche omettere perche&amp;rsquo; la maggior parte delle volte per disconnetterci killeremo&#xA;. Ma ha comunque una sua importanza, magari se la periferica che utilizziamo ha bisogno di ricevere qualche comando&#xA;per reinizializzarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;exec chat \&#xD;&#xA;ABORT &amp;quot;BUSY&amp;quot; \&#xD;&#xA;ABORT &amp;quot;ERROR&amp;quot; \&#xD;&#xA;ABORT &amp;quot;NO DIALTONE&amp;quot; \&#xD;&#xA;SAY &amp;quot;\nSending break to the modem\n&amp;quot; \&#xD;&#xA;&amp;quot;&amp;quot; &amp;quot;+++ATH&amp;quot;&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;h3 id=&#34;etcpppchap-secrets-o-etcppppap-secrets&#34;&gt;&#xD;&#xA;  /etc/ppp/chap-secrets o /etc/ppp/pap-secrets&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#etcpppchap-secrets-o-etcppppap-secrets&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h3&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;Entrambi questi file hanno la stessa sintassi, bisogna sapere che metodo di autenticazione usa il vostro provider, quindi se e&amp;rsquo; la vostra prima&#xA;connessione, nel dubbio, vi conviene compilarli entrambi.&#xA;&amp;ldquo;&lt;a href=&#34;mailto:pippo@provider.net&#34;&gt;pippo@provider.net&lt;/a&gt;&amp;rdquo; * &amp;ldquo;miaPASSword&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h2 id=&#34;connettersi&#34;&gt;&#xD;&#xA;  Connettersi&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#connettersi&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h2&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto non vi resta che personalizzare questi file e provare a lanciare un &lt;strong&gt;pppd call provider&lt;/strong&gt;  e sperare che tutto vada bene e &lt;strong&gt;killall pppd&lt;/strong&gt; per disconnettervi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I potenziali problemi potrebbero essere due:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Se siete collegati in una lan pppd potrebbe non essere stato in grado di impostare un default route, dato che se ce ne e&amp;rsquo; gia settato uno pppd non lo puo&amp;rsquo; sostituire. In questo caso potete lanciare un ifconfig ppp0, vedere quale e&amp;rsquo; il vostro IP e poi lanciare route add default gw&#xA;x.x.x.x, dove x.x.x.x e&amp;rsquo; il vostro IP.&#xA;/etc/resolv.conf Se il vostro provider supporta l&amp;rsquo;opzione usepeerdns sta li, bensi&amp;rsquo; in che punti a /etc/ppp/resolv.conf.&#xA;verra&amp;rsquo; creato un file /etc/ppp/resolv.conf contenente i DNS&amp;hellip; ma il file di default non&#xA;/etc/resolv.conf. Sara&amp;rsquo; quindi necessario copiare il primo al posto del secondo, oppure fare un link simbolico in&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h2 id=&#34;configurare-ppp-su-freebsd&#34;&gt;&#xD;&#xA;  Configurare ppp su freeBSD&#xD;&#xA;  &lt;a class=&#34;heading-link&#34; href=&#34;#configurare-ppp-su-freebsd&#34;&gt;&#xD;&#xA;    &lt;i class=&#34;fa fa-link&#34; aria-hidden=&#34;true&#34;&gt;&lt;/i&gt;&#xD;&#xA;  &lt;/a&gt;&#xD;&#xA;&lt;/h2&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;freeBSD ci semplifica notevolmente la vita con ppp. Tutto quello che bisogna fare e&amp;rsquo; editare ed apportare qualche modifica al file &lt;code&gt;/etc/ppp/ppp.conf&lt;/code&gt;&#xA;per poterci connettere immediatamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;default:&#xD;&#xA;set log Phase Chat LCP IPCP CCP tun command&#xD;&#xA;ident user-ppp VERSION (built COMPILATIONDATE)&#xD;&#xA;set device /dev/cuaa1&#xD;&#xA;set speed 115200&#xD;&#xA;set dial &amp;quot;ABORT BUSY ABORT NO\\sCARRIER TIMEOUT 5 \&#xD;&#xA;\&amp;quot;\&amp;quot; AT OK-AT-OK ATE1Q0 OK \\dATDT\\T TIMEOUT 40 CONNECT&amp;quot;&#xD;&#xA;set timeout 180&#xD;&#xA;enable dns&#xD;&#xA;provider:&#xD;&#xA;set phone numerotel&#xD;&#xA;set authname USERNAME&#xD;&#xA;set authkey PASSWORD&#xD;&#xA;add default HISADDR&#xD;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dovrete ovviamente personalizzare il tutto con il device node della vostra periferica, col numero di telefono del vostro provider, le vostre&#xA;credenziali. Per quanto riguarda la stringa AT per inizializzare il vostro modem freeBSD ne fornisce una proprio basilare e standard, la potete&#xA;con &lt;code&gt;ATE1Q0&lt;/code&gt; e dopo aver fatto una ricerca sul sito fornito in linkografia sostituirla con una piu&amp;rsquo; adatta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;NB&lt;/strong&gt;: Su linux l&amp;rsquo;eseguibile per PPP si chiama &lt;code&gt;pppd&lt;/code&gt;, mentre su freeBSD si chiama &lt;code&gt;ppp&lt;/code&gt;.&#xA;Buon divertimento!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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